C’era una volta la crisi

da Italianieuropei n.3/2009

Il discorso sulla crisi economica è stato uno dei pilastri della campagna di Berlusconi nel 2008. Un’analisi della strategia elettorale ne svela le ragioni dell’efficacia, mette in luce le carenze del campo democratico e permette di avanzare una proposta per recuperare un rapporto più profondo fra cittadini e politica riformista.

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Il bello, il brutto e il cattivo. Pdl e Lega mettono all’angolo il Pd

da Terra, 15 maggio 2009

La strategia è ormai chiara e non è nemmeno delle più innovative. Dietro ai continui distinguo e alla diversità di posizioni dei principali uomini del Pdl si nasconde una scelta precisa. Quella che nel linguaggio aziendale si chiama diversificazione: puntare su diversi prodotti per soddisfare le esigenze delle diverse fasce di pubblico e massimizzare il profitto.

Una strategia ben nota anche nel mondo dello spettacolo. Come i Beatles, come i Take That, come le Spice Girls: ogni membro del gruppo è caratterizzato da un forte tratto distintivo, capace di attrarre un diverso segmento del pubblico e accontentare tutti.

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Attenzione, in politica arriva la generazione Y

da Il Riformista 26 marzo 2009

Ne hanno parlato i blog in maniera pressoché entusiastica, ne hanno parlato poco (o affatto) i media tradizionali. Ci riferiamo a Debora Serracchiani, 38 anni (ma ne dimostra molti meno) da Udine, consigliere provinciale e dirigente locale del Pd. È la protagonista del video più visto di YouDem, che mostra il suo intervento all’assemblea nazionale dei circoli del Pd.

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Guardi Rourke e vedi l’America di Obama

wrestler-5da Il Riformista, 19 marzo 2009

Che “The Wrestler”, film con Mickey Rourke in questi giorni nelle sale sia un bel film è già stato detto. Che l’interpretazione del protagonista ci restituisca con forza l’intimità del personaggio è già stato detto. Che la regia, gli effetti speciali e la sceneggiatura si fondano insieme per restituire un grande prodotto dell’industria culturale è già stato detto.

Quello che, forse, non è stato detto è che questa pellicola assume un significato quasi paradigmatico, che descrive lo stato dell’America di oggi.

La vicenda di un lottatore a fine carriera, sul viale del tramonto ma non domo, acciaccato e claudicante ma ancora voglioso di infilarsi la calzamaglia e salire sul ring, piace al pubblico e alla critica anche perché comunica con forza la condizione della nazione americana.

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Licenza di licenziare, Silvio re della metafora

da Il Riformista, 7 marzo 2009

Si attendeva ed è arrivata, la risposta di Berlusconi alla proposta di Franceschini di “un assegno mensile per chi perde il lavoro”. Nel corso della conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri Berlusconi si è espresso chiaramente contro la misura. Se qualcuno si attendeva una risposta nel merito della questione ha sottovalutato la capacità comunicativa del premier.

Una risposta del tipo, «non ci sono fondi per un provvedimento del genere» sarebbe stata un’implicita ammissione di fallimento, il che per il nostro presidente del consiglio è inconcepibile.

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Obama e Berlusconi uniti dalla fiaba russa

proppda Il Riformista, 4 marzo 2009

Cos’hanno in comune Obama e Berlusconi? A questa domanda risponde “C’era una volta Silvio”. Non è l’inizio di una fiaba che rivisita in chiave edulcorata e fantastica le vicende dell’attuale presidente del consiglio, ma il titolo di una ricerca che analizza il discorso politico del candidato Berlusconi durante la campagna per le scorse elezioni politiche.

Presentata per la prima volta a Valencia nel corso di un convegno internazionale sul marketing non tradizionale, la ricerca che ho condotto analizza il linguaggio di Berlusconi nei talk show televisivi e mette in luce l’utilizzo di tecniche di comunicazione innovative e una singolare e quanto mai inedita somiglianza con il discorso di Obama.

I puristi della politologia potrebbero storcere il naso, ma dimentichiamo per un attimo la politica e concentriamoci sulla comunicazione politica. Dimentichiamo il dibattito quotidiano e facciamo un salto indietro nel tempo.

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Edgar Morin: Cosa penso della politica italiana

morin

Da Left, maggio 2008

A 87 anni Edgar Morin è fra i più grandi pensatori viventi. Le sue riflessioni sulla complessità hanno rivoluzionato l’approccio alla conoscenza tipico della modernità. Il rifiuto della distinzione fra i saperi e la natura transdisciplinare del suo lavoro hanno modificato l’approccio alla scienza e alla conoscenza e la svolta radicale che ha impresso al metodo ha segnato il passaggio dal riduzionismo alla complessità. La sua riflessione ha attraversato temi apparentemente molto distanti fra loro come l’ambiente, l’educazione, la biologia e la fisica. La naturale curiosità lo ha portato a interessarsi anche della politica italiana.

La politica vive da una parte una tensione verso la spettacolarizzazione, dall’altra viene percepita sempre più dai problemi della società. Quale crede possa essere il  suo ruolo nel governo di un mondo complesso?

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Domanda e risposta. Intervista ad Alexander Stille

stilleda Left, 18 aprile 2008

Molti osservatori hanno parlato in questi giorni del grande successo della Lega, qualcuno dimentica di sottolineare però che si tratta anche di un’importante vittoria di Berlusconi, sia perché ha conquistato tutte le regioni “in bilico”, sia perché la Lega ottiene questo risultato con un chiaro accordo con il Pdl, a differenza di quanto era successo nel ’96, quando l’affermazione elettorale di Bossi era arrivata con una candidatura solitaria.

Per capire le ragioni di questo fenomeno abbiamo chiesto l’opinione di un autorevole osservatore straniero. Alexander Stille, docente di giornalismo internazionale alla Columbia University, ha collaborato con alcuni fra le più prestigiose testate americane come il New York Times, l’Atlantic Monthly e il Boston Globe. É autore di numerosi saggi, fra i quali Citizen Berlusconi. Vita e imprese, un’accurata ricostruzione delle vicende aziendali e politiche del Presidente del Consiglio italiano.

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