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“Un libro che pone degli interrogativi, che descrive i fenomeni in modo scientifico e scritto molto bene: per chi non l’ha letto spero sia stato uno stimolo a farlo”. Così Pierluigi Battista, editorialista del Corriere della Sera ha concluso il suo intervento per la presentazione di Le parole sono importanti che si è svolta alla Camera dei Deputati lo scorso 20 ottobre.

Sul mio canale YouTube puoi vedere l’intervento completo:

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“Devo fare i complimenti a Gianluca Giansante innanzitutto per come è scritto il libro”, così Beatrice Lorenzin ha aperto il proprio intervento Leggi il seguito di questo post »

Oggi Corrado Augias dedica la sua rubrica “La mia Babele” su il venerdì di Repubblica a “Le parole sono importanti”, di cui propone una lunga recensione.

Il saggio di Gianluca Giansante, scrive Augias “analizza il linguaggio della politica, lo smonta, Leggi il seguito di questo post »

La nuova strategia moderata di Di Pietro, il linguaggio della Lega, le punzecchiature fra Bersani e Vendola, il futuro della destra e i prossimi passi di Berlusconi. Sono stati gli argomenti di un’ampia intervista che ho rilasciato a Giovanni Marinetti per Il Futurista.

La puoi leggere qui

Da qualche anno Silvio Berlusconi è solito parlare di pressione fiscale quando si riferisce alle tasse.

Non è un’espressione neutra ma è portatrice di un punto di vista molto netto sulle tasse, quello della destra.

È quindi un’espressione che i politici di sinistra dovrebbero accuratamente evitare.

Lo spiego in un estratto di “Le parole importanti” pubblicato su The Frontpage, la rivista di approfondimento politico fondata da Fabrizio Rondolino e Claudio Velardi.

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da Linkiesta, 15 maggio 2011

Il nostro Gianluca Giansante l’aveva vista giusta in un post sul suo blog del 7 aprile intitolato “Strategia da rivedere per la campagna di Letizia Moratti”. Ora qui riprende le sue tesi spiegando perché la Moratti ha sbagliato campagna. Tentare di risollevare la propria popolarità con una campagna di comunicazione last minute è un’operazione veramente difficile, dice Giansante. Ed è esattamente quello ha fatto Letizia Moratti con la sua svolta rock, con Red Ronnie che la segue con la telecamera e lei che balla il waka waka. Ma la comunicazione, sottolinea, non può risolvere come una bacchetta magica problemi sedimentati nel corso degli anni.

Si fa seguire da un Red Ronnie armato di telecamera per commentare gli avvenimenti politici con tono intimista. Balla il waka waka (guarda il video) in diretta televisiva su Canale 5. Sfoggia uno smalto dark al confronto televisivo su Sky con il suo avversario. Stiamo parlando, ovviamente, di Letizia Moratti, il sindaco uscente di Milano che ha voluto imprimere alla sua campagna un tono rock-giovanilista e molto accentrato sulla sua figura.

Se la scelta di smarcarsi dall’immagine della sciura milanese con completi color confetto e borse dai toni pastello può essere considerata interessante non altrettanto lo è quella di personalizzare spiccatamente il confronto.

Fin dalle prime mosse della campagna, infatti, la strategia del sindaco è stata evidente: puntare a migliorare la propria immagine attirando in maniera diretta l’attenzione su di sé e sul proprio operato.

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Come si fa a costruire consenso intorno a una proposta politica, a un leader, a un partito? Come si fa a creare un messaggio comprensibile, convincente e che non si dimentica?

A queste domande risponde il mio Le parole sono importanti. I politici italiani alla prova della comunicazione edito da Carocci e, da oggi, in libreria.

Il libro svela le tecniche di comunicazione impiegate dai principali protagonisti della politica italiana – da Di Pietro a Vendola, da Casini a Grillo.

Il testo sfata alcuni luoghi comuni, come l’idea che il linguaggio della Lega sia rozzo e spontaneo o che le barzellette del Cavaliere siano la mera espressione del carattere ridanciano del personaggio. O, infine – il più radicato di tutti, diffuso soprattutto nel centrosinistra – l’idea che per convincere le persone sia sufficiente dire “le cose come stanno”.

Dove lo puoi trovare? Nelle librerie e nei negozi on line (per esempio su Amazon, Ibs, FeltrinelliFnac e, ovviamente, sul sito dell’editore, Carocci).

In sintesi:

Le parole sono importanti. I politici italiani alla prova della comunicazione.
Gianluca Giansante
Carocci editore
172 pagg., 15 euro


Dal mio blog su Linkiesta.it

Gli elettori di centrosinistra sono più delusi di quelli di centrodestra. Lo rivela un sondaggio Ipsos commissionato dalla trasmissione Ballarò, che ha chiesto agli elettori se – di fronte alla scelta di voto del 2008 – si senta soddisfatto o deluso.

Molti penserebbero istantaneamente che gli elettori di Berlusconi siano molto scontentie perfino pentii. Non è così o almeno non è questa la lettura principale del risultato. Sono infatti gli elettori di centrosinistra i meno soddisfatti.

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Ieri è venuta ad intervistarmi la tv nazionale sud coreana KBS per un reportage su “Berlusconi e la costituzione italiana”. Volevano sapere come Berlusconi è riuscito a diventare presidente del consiglio, quali sono le sue strategie politiche e i suoi punti di forza.

Non poteva mancare la fatidica domanda: “Come è possibile che rimanga presidente del consiglio nonostante gli scandali sessuali?”. Ho provato a rispondere con la solita imparzialità e con una prospettiva complessa, rifuggendo ogni semplificazione riduzionista. Spero di esserci riuscito.

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Mi sono già soffermato sull’importanza delle immagini nella comunicazione (politica) in questo post, nel quale sottolineo la capacità delle foto di semplificare i concetti e veicolare un messaggio con maggiore efficacia e immediatezza.

La conferenza stampa di presentazione della riforma sulla giustizia ce ne fornisce un esempio interessante.

L’immagine che riportiamo è stata (prevedibilmente) utilizzata a corredo della notizia da alcuni dei principali quotidiani italiani.

È particolarmente efficace perché sintetizza in maniera evidente la supposta disparità fra accusa e difesa che caratterizzerebbe – secondo il presidente del consiglio – il sistema giudiziario italiano.

Mostra con altrettanta evidenza quale sarebbe l’effetto della riforma, un riequilibrio dei piatti della bilancia, dunque un effetto quanto mai auspicabile, almeno in linea di principio.

In questo modo anche il lettore distratto e frettoloso (ovvero la maggior parte delle persone che sfogliano i giornali) può comprendere le ragioni per cui la riforma sarebbe necessaria e l’obiettivo che si propone chi la promuove.

Non possiamo dimenticare, inoltre, un ulteriore elemento che attrae l’attenzione di chi guarda: la benda sul volto, simbolo visivo che riporta al gesto di violenza di cui Berlusconi è stato vittima lo scorso dicembre e dunque metafora della campagna di odio di cui sarebbero responsabili, secondo il premier, l’opposizione, la c.d. magistratura rossa e la stampa di sinistra.

PS – Se conosci qualcuno a cui può interessare questo articolo condividiglielo subito.

La mia presentazione al seminario di formazione politica “Le parole e le cose dei democratici” che si è svolto a Pisa lo scorso 5 marzo.

Il mio intervento si inseriva nella sessione “Le figure e le forme dei democratici dopo il Novecento. Che cosa possiamo e dobbiamo ‘dire di sinistra’ nell’epoca della rete?”

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Ne ho discusso insieme a Giuseppe Civati (consigliere regionale PD Lombardia), Francesco Verducci (vice responsabile vicario del dipartimento Cultura e informazione del Pd), Adriano Fabris (professore di Filosofia Morale e di Etica della Comunicazione – Università di Pisa), Mario Rodriguez (professore di Comunicazione Politica – Università di Padova). A moderare c’era Giorgio Malet (segretario del Circolo GD “Giovane Europa” della Scuola Normale Superiore e della Scuola Superiore “Sant’Anna” di Pisa).

P.S. Voglio ringraziare il mio amico David Ragazzoni, che mi ha invitato e che insieme ad altri giovani ha organizzato un’iniziativa davvero interessante.

Il libro

Le parole sono importanti (Carocci editore)

Chi sono

Gianluca Giansante, ricercatore, formatore e consulente di comunicazione... continua

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