Stai visualizzando l'archivio dei tag per il tag ‘comunicazione politica’ .

“Un libro che pone degli interrogativi, che descrive i fenomeni in modo scientifico e scritto molto bene: per chi non l’ha letto spero sia stato uno stimolo a farlo”. Così Pierluigi Battista, editorialista del Corriere della Sera ha concluso il suo intervento per la presentazione di Le parole sono importanti che si è svolta alla Camera dei Deputati lo scorso 20 ottobre.

Sul mio canale YouTube puoi vedere l’intervento completo:

-

“Devo fare i complimenti a Gianluca Giansante innanzitutto per come è scritto il libro”, così Beatrice Lorenzin ha aperto il proprio intervento Leggi il seguito di questo post »

Sono felice di invitarti alla presentazione del libro “Le parole sono importanti. I politici italiani alla prova della comunicazione”, che si svolgerà alla Camera dei Deputati giovedì 20 ottobre, alle 12,30.

Interverranno (nella foto da sinistra a destra): Pierluigi Battista, editorialista del Corriere della Sera, Enrico Letta, deputato del Partito Democratico e Beatrice Lorenzin, deputato del Popolo della Libertà.

La presentazione si svolgerà nella Sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio.

L’evento si svolge nell’ambito della terza edizione di Il volume della democrazia – Giornate del libro politico a Montecitorio.

Il festival è organizzato dalla Presidenza della Camera dei Deputati in collaborazione con l’Associazione Editori Italiani (AIE) e l’Associazione Librai Italiani (ALI).

In occasione della manifestazione l’accesso alla Camera dei Deputati sarà libero dall’ingresso di Piazza Montecitorio.

Qui trovi l’invito, clicca per ingrandire l’immagine.

Pubblicato su Linkiesta

Giulio Tremonti ha detto che siamo sul Titanic. Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha paventato l’Armageddon, la fine del mondo rappresentata nella Bibbia. In entrambi i casi, in realtà, si evoca in tutti una memoria cinematografica, falsamente rassicurante: perché questo non è solo un film.

Leggi il seguito di questo post »

dal mio blog su Linkiesta

Una delle migliori campagne che ho visto di recente l’ha realizzata un’agenzia per il lavoro tedesca. Il claim scelto è “la vita è troppo breve per fare il lavoro sbagliato”. Per il resto non c’è bisogno di commenti, le immagini parlano da sole.

Leggi il seguito di questo post »

Come è cambiato il modo di parlare dei politici? Come si costruiscono i discorsi e gli slogan? Qual è il rapporto tra la parola del potere e quella letteraria?

Ne ho parlato oggi a Fahrenheit su Rai Radio Tre insieme a Gabriele Pedullà, docente di Letteratura italiana presso l’università di Teramo e a Simone Barillari, autore de Il Re che ride (Marsilio).

Ascolta la trasmissione qui 

La nuova strategia moderata di Di Pietro, il linguaggio della Lega, le punzecchiature fra Bersani e Vendola, il futuro della destra e i prossimi passi di Berlusconi. Sono stati gli argomenti di un’ampia intervista che ho rilasciato a Giovanni Marinetti per Il Futurista.

La puoi leggere qui

Il quotidiano on line Linkiesta ha pubblicato ieri un estratto di “Le parole sono importanti” tratto dal capitolo dedicato alla comunicazione di Beppe Grillo e Antonio Di Pietro. Ne riportiamo di seguito un frammento che illustra una delle caratteristiche che contribuiscono alla comprensibilità e all’efficacia della comunicazione del leader dell’Idv.

Nei discorsi di Di Pietro le metafore – e più spesso le similitudini – assumono una centralità caratteristica e vengono impiegate per spiegare i passaggi più ostici, per chiarire i termini più complessi e per manifestare e sostenere il proprio punto di vista.

Un esempio interessante lo troviamo come risposta a una delle critiche più pesanti rivolte all’Italia dei Valori, accusata, in più occasioni, di essere diventato un partito “in franchising” e di avere “imbarcato” al livello locale personaggi di dubbia moralità. Leggi il seguito di questo post »

Nell’estratto di Le parole sono importanti pubblicato nei giorni scorsi dal quotidiano ecologista Terra (qui il link) parlavo del successo di Beppe Grillo inserendolo nel contesto di una generalizzata tendenza alla spettacolarizzazione della politica. Vale la pena ritornare sull’argomento anche con l’ausilio di qualche immagine.

Leggi il seguito di questo post »

Il risultato dei referendum ha puntato i riflettori sulla Rete, su Facebook e Twitter in particolare e darà luogo a una “corsa all’oro” di chi finora era rimasto a guardare. Ma bisogna sfatare un mito: stare sui social network non basta. Riproporre vecchi schemi su nuovi media è fallimentare. Per andare lontano sul web bisogna invece essere capaci di passare una nuova mentalità. Con tre passaggi, tre cambi di prospettiva che possono migliorare il nostro rapporto con noi stessi e con gli altri

dal mio blog su Linkiesta

Finalmente i media mainstream si sono accorti della Rete. I vecchi baroni dell’informazione di carta e i grandi feudatari della comunicazione italiana hanno capito che – udite udite – “bisogna stare sui social network”.

Il successo ai referendum ha catalizzato l’attenzione su Facebook e Twitter e non è difficile ipotizzare l’inizio di una “corsa all’oro” da parte di chi finora era rimasto a guardare.

Ma è bene sfatare un mito: non basta “stare” su Twitter o Facebook, avere un profilo, postare commenti e link e magari qualche foto.

I social network impongono invece un cambiamento di mentalità: stare sui social significa pensare in maniera social.

Cosa vuol dire in termini concreti? I social media implicano tre passaggi, tre cambi di prospettiva senza i quali si continuerebbe a fare il giornale di carta usando la Rete condannandosi a un rapido insuccesso. Vediamo quali sono.

Leggi il seguito di questo post »

La capacità di scrivere con efficacia per la Rete è sempre più importante: internet va acquisendo un ruolo crescente come strumento di diffusione di idee e di opinioni. Ecco quattro consigli per rendere i tuoi testi a prova di web

dal mio blog su Linkiesta

Ieri il mio amico Matteo mi ha inviato un articolo per una rivista web, era molto interessante, ma era scritto come se dovesse essere pubblicato su un quotidiano. Per la Rete non era adatto: fin dal primo sguardo il testo appariva compatto e denso e scoraggiava la lettura.

La scrittura per il web, infatti ha delle specificità che la differenziano da quella della carta stampata e che è importante conoscere nel momento in cui si comincia a scrivere, che si tratti del post di un blog o di un articolo per un magazine on line.

Gli ho quindi inviato alcuni consigli semplici e pratici che possono facilitare la lettura di testi sul web e che possono essere utili anche a te per migliorare la leggibilità dei tuoi testi.

Leggi il seguito di questo post »

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 783 follower

%d bloggers like this: