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“Un libro che pone degli interrogativi, che descrive i fenomeni in modo scientifico e scritto molto bene: per chi non l’ha letto spero sia stato uno stimolo a farlo”. Così Pierluigi Battista, editorialista del Corriere della Sera ha concluso il suo intervento per la presentazione di Le parole sono importanti che si è svolta alla Camera dei Deputati lo scorso 20 ottobre.
Sul mio canale YouTube puoi vedere l’intervento completo:
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“Devo fare i complimenti a Gianluca Giansante innanzitutto per come è scritto il libro”, così Beatrice Lorenzin ha aperto il proprio intervento Leggi il seguito di questo post »

“Il rumore bianco – è scritto sui manuali di acustica – è un suono contenente tutte le frequenze udibili, viene chiamato bianco per analogia con il colore bianco, che contiene tutte le frequenze visibili”. In altre parole, come la somma di tutti i colori produce il bianco, la somma di tutti i suoni produce il rumore bianco che è un fruscio lieve, simile a un soffio”.
Inizia così un mio intervento pubblicato oggi su il Fatto quotidiano nel quale racconto perché la politica dei nostri giorni sembra aver perso la capacità di parlare alle persone e come è possibile trovare modalità efficaci per interagire con i cittadini e costruire consenso politico.
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dal mio blog su Linkiesta
Come ha fatto un adolescente a calamitare l’attenzione di una platea tendenzialmente disinteressata ai “pesci piccoli” come è quella di un congresso politico?
Chi sostiene il ritorno all’atomo usa argomentazioni logiche e razionali ma spesso non riesce a farsi capire. La causa sta nella cosiddetta “maledizione della conoscenza” e la soluzione nel racconto di storie, aneddoti, esempi
Pubblicato su Linkiesta il 15 marzo 2011
La vicenda giapponese e l’approssimarsi del referendum riportano in auge la questione del nucleare, facendo crescere le azioni di chi si oppone al ritorno all’atomo.
Le notizie che arrivano dal Sol Levante e gli allarmi di cui i media ci informano senza sosta costituiscono un forte elemento di convinzione contro il ritorno a questa scelta.
Chi sostiene la scelta nucleare ribatte con una serie di tesi non prive di fondamento: la “sicurezza degli approvvigionamenti”, per esempio, oppure il “costo dell’energia” o – ancora – l’impossibilità di far fronte alle richieste al “fabbisogno energetico” affidandosi semplicemente alle rinnovabili.
Tuttavia queste spiegazioni, di ordine squisitamente razionale, non riescono a far breccia nel pubblico italiano.
Perché?






